di Alessandra Schofield
2025 La Lombardia è la regione più colpita dagli eventi naturali estremi. Nel 2025 la Lombardia risulta la regione italiana maggiormente colpita dagli eventi meteorologici estremi, con 50 eventi censiti, il valore più elevato a livello nazionale. Il dato emerge dal Bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, che colloca la regione al primo posto per numerosità di eventi, con particolare concentrazione nelle aree di Milano e Como.
A livello nazionale, il Bilancio 2025 registra 376 eventi meteorologici estremi, confermando un trend di crescita ormai consolidato. Il 2025 rappresenta il secondo anno più critico mai rilevato, inferiore solo al 2023, con un incremento di circa il 5,9% rispetto al 2024. Le tipologie di evento più frequenti risultano gli allagamenti da piogge intense, i danni da vento, le esondazioni fluviali e i fenomeni di dissesto idrogeologico.
La concentrazione di eventi in una regione fortemente urbanizzata e infrastrutturata come la Lombardia evidenzia una particolare esposizione agli impatti climatici, soprattutto in termini di criticità idrauliche, allagamenti urbani e vulnerabilità delle infrastrutture.
Nel corso dell’anno, infatti, la Regione è stata interessata da una sequenza di eventi estremi di diversa natura.
In primavera, episodi di maltempo intenso hanno colpito varie aree regionali, con grandinate e temporali violenti nel Varesotto e una fase perturbata ad aprile che ha determinato centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per alberi abbattuti, allagamenti e danni alla viabilità, in particolare a Milano e nelle province limitrofe. Nello stesso periodo si sono verificati nubifragi localizzati nel nord della provincia di Varese, con esondazioni del fiume Olona, frane e evacuazioni precauzionali.
L’inizio dell’estate è stato caratterizzato da una prolungata ondata di caldo eccezionale, con temperature ampiamente superiori alle medie stagionali e un’elevata persistenza di notti tropicali. Le condizioni di rischio da calore hanno portato all’adozione di misure straordinarie regionali a tutela dei lavoratori esposti. A fine giugno, un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche ha provocato piogge torrenziali in Alta Valtellina, con colate detritiche, danni a infrastrutture e circa 50 evacuazioni nel territorio di Valdisotto.
Nel mese di luglio, violenti temporali accompagnati da raffiche di vento molto intense hanno interessato ampie porzioni della regione. In Alto Milanese un evento ha causato una vittima e alcuni feriti a seguito della caduta di un albero, mentre su Milano e altre province si sono registrati danni diffusi, allagamenti e disagi ai trasporti. Tra il 7 e l’8 luglio una nuova ondata di maltempo ha determinato oltre 300 interventi di emergenza, con blackout, caduta di alberi e danni strutturali, senza ulteriori vittime.
A fine agosto, temporali violenti hanno colpito la Lombardia centro-orientale, in particolare il territorio bergamasco, con grandinate di forte intensità, danni localizzati e l’avvistamento di una tromba d’aria di moderata intensità, senza conseguenze gravi per la popolazione.
Nel mese di settembre, una perturbazione di origine atlantica ha causato precipitazioni eccezionali tra il 21 e il 22 del mese, determinando esondazioni del Seveso a Milano, allagamenti diffusi in Brianza, nel Comasco e nel Varesotto, frane nel Triangolo Lariano e numerosi interventi di soccorso. Oltre 1.000 volontari della Protezione Civile sono stati mobilitati nei giorni successivi e la Regione Lombardia ha richiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
Secondo Legambiente, dopo la Lombardia le regioni con il maggior numero di eventi risultano Sicilia e Toscana, mentre a livello macro-areale il Nord Italia concentra il numero più elevato di fenomeni estremi. Nel 2025 prevalgono gli allagamenti da piogge intense, seguiti dai danni da vento, dalle esondazioni fluviali e dalle frane, con una crescita significativa degli episodi di temperature record rispetto all’anno precedente.
Il Bilancio 2025 Legambiente colloca tali fenomeni nel contesto di un progressivo aumento delle temperature globali e sottolinea perciò l’urgenza di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, evidenziando come i danni economici e sociali associati agli eventi estremi abbiano raggiunto livelli elevati e risultino destinati ad aumentare in assenza di interventi strutturali.
