di Alessandra Schofield
Stereotipi, così limitanti e così duri a morire. Abbiamo visto come la recente indagine Eurispes abbia sollevato diverse questioni importanti riguardo al modo in cui le donne sono percepite e trattate nella società contemporanea. È evidente che ci sono ancora profondi stereotipi di genere che influenzano le aspettative sulle donne riguardo al loro aspetto fisico, al loro comportamento sessuale e al loro ruolo nelle relazioni.
Il fatto che molte donne si sentano giudicate per il loro status di relazione o per il modo in cui si vestono è preoccupante e riflette una società che spesso valuta le donne in base ai loro aspetti esteriori anziché alle loro competenze o alla loro personalità.
Inoltre, le molestie online e sul posto di lavoro evidenziano la persistenza di comportamenti discriminatori e sessisti che le donne devono affrontare quotidianamente. È sconcertante che così tante donne abbiano sperimentato forme di molestia o discriminazione, sia nella vita reale che online.
Questi dati sollevano la necessità di un cambiamento culturale e sociale che promuova l’uguaglianza di genere e il rispetto per l’autonomia e l’integrità delle donne. È essenziale educare le persone su questi problemi, promuovere norme sociali più inclusive e implementare politiche che proteggano le donne da molestie e discriminazioni. Solo così potremo sperare di costruire una società più equa e rispettosa per tutti.
I numeri, anche in questo caso, parlano chiaro. Certi stereotipi sono ancora duri a morire. E infatti:
- Il 50,1% delle donne consultate ritiene che sia una sorta di dovere per una donna mantenere un aspetto piacevole e rimanere in forma per il proprio partner
- Il 45,2% è concorde nel pensare che soddisfare il partner sia la massima forma di gratificazione
- Solo il 38% è d’accordo con l’idea che la naturale predisposizione di una donna durante il rapporto sessuale sia quella di accontentare il partner.
Il peso di queste aspettative, di queste “regole non scritte”, può essere schiacciante, una sorta di prigione invisibile che imprigiona l’autostima e l’autonomia. Proprio come il giudizio sociale che conta moltissimo:
- Il 53,4% delle donne afferma di sentirsi giudicata se non ha un partner stabile.
- Il 50,2% ha ricevuto commenti sul proprio aspetto fisico o sull’abbigliamento che riteneva attirare troppa attenzione.
- Il 60,5% ha ammesso di aver scelto un certo tipo di abbigliamento per evitare situazioni di pericolo
Le molestie online e sui social network, neanche a dirlo, sono pane quotidiano:
- Il 25,1% ha ricevuto almeno una volta apprezzamenti fisici pesanti online o sui social network
- Il 24,4% ha ricevuto esplicite proposte sessuali.
- L’18,6% è stata vittima di body shaming
… e purtroppo anche sul posto di lavoro, che sopra ogni altro dovrebbe essere un luogo di meritocrazia e professionalità:
- Il 42,6% ha subito insinuazioni riguardanti una presunta facilità nel raggiungere una carriera grazie al proprio corpo di donna.
- Il 44,4% ha ricevuto apprezzamenti sessuali da parte di superiori o colleghi.
- Il 62,9% delle donne afferma di doversi impegnare di più sul lavoro rispetto ai colleghi maschi per ottenere lo stesso grado di apprezzamento.
