di Alessandra Schofield
Madri e padri Le idee di fondo sull’educazione sono condivise ma chi fa cosa? Dal recente rapporto Censis Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana, emergono alcuni interessanti elementi sulla distribuzione dei ruoli tra madri e padri attraverso il racconto che i genitori fanno della propria esperienza.
Madri e padri condividono la stessa vita familiare, ma tendono a descrivere in modo molto diverso il proprio contributo e quello dell’altro genitore. L’auto-valorizzazione soggettiva delle donne e il mutamento del contenuto socioculturale della mascolinità hanno ridefinito almeno in parte la tradizionale divisione dei ruoli genitoriali, ma le madri continuano a ritenere di dedicare ai figli molto più tempo e molte più risorse rispetto ai partner, mentre i padri tendono a considerare il proprio contributo paragonabile a quello delle compagne nell’organizzazione della vita dei figli.
Ciascun genitore sembra muoversi dentro una propria bolla interpretativa, che lo porta a valutare il proprio impegno come maggiore o almeno equivalente a quello dell’altro. Da qui derivano rappresentazioni divergenti della stessa esperienza familiare. Questa distanza, però, si attenua quando il discorso riguarda gli aspetti più generali e strategici dell’educazione, come il rispetto delle regole, la gestione delle risorse economiche e il rapporto dei figli con il denaro. In questi ambiti la responsabilità appare più condivisa e i genitori dichiarano più spesso di prendere insieme le decisioni fondamentali.
Le madri si percepiscono come le principali responsabili dell’organizzazione quotidiana della vita dei figli. La loro prevalenza emerge in modo netto in ambiti quali la scuola, comprese le relazioni con gli insegnanti e le firme per permessi, i piccoli problemi quotidiani, come i consigli sull’alimentazione o sull’abbigliamento, le questioni relazionali con amici o amori, i problemi sanitari, dai piccoli disturbi alle visite mediche, i problemi emotivi, legati ad ansia, timori o paure.
In questo senso, si considerano vere e proprie manager della vita dei figli e il loro punto di riferimento principale, incaricato di pianificare, organizzare, guidare e monitorare molteplici aspetti dell’esistenza dei figli.
I padri, invece, non si considerano i principali protagonisti e organizzatori della vita dei figli, ma sono convinti che vi sia una condivisione effettiva dei ruoli e ritengono di svolgere funzioni di organizzazione, orientamento e guida puntuale almeno in misura pari alle madri. Dichiarano con molta frequenza che scuola, piccoli problemi quotidiani, problemi sanitari, problemi emotivi e problemi relazionali vengono gestiti insieme alla madre.
Le madri si percepiscono come titolari di un project plan generale che tiene insieme scuola, lavoro, relazioni personali e molte altre attività, mentre i padri tendono a non riconoscere una figura parentale nettamente prevalente.
Se i padri indicano come ambiti maggiormente condivisi la progettualità sulle scelte essenziali, come scuola, viaggi studio e attività extrascolastiche, le regole sugli orari di rientro e sui permessi, i consigli di tutti i giorni, i problemi emotivi, le madri riconoscono più spesso la cogestione sulle questioni economiche, come paghetta, budget per vacanze e gite, e poi sulla progettualità educativa e sulle regole.
Però quasi tutti gli intervistati dichiarano di condividere con l’altro genitore le idee di fondo sull’educazione dei figli.
Secondo il Report, questa diversa visione dei ruoli dipende dal fatto che nella quotidianità le madri si fanno ancora effettivamente carico dell’organizzazione capillare della vita dei figli, fino ai dettagli minimi. La gestione del rapporto con la scuola, ad esempio, non significa soltanto parlare con gli insegnanti, ma anche ricordare ai figli di preparare lo zaino, controllare libri e materiali, preparare o verificare la merenda, seguire compiti, scadenze e comunicazioni. Sono mansioni apparentemente minori, spesso invisibili e poco riconosciute, che continuano a ricadere prevalentemente sulle madri e contribuiscono a rafforzare la loro percezione di maggiore coinvolgimento.
Sebbene i padri attuali siano molto più coinvolti nelle vite dei figli rispetto alle generazioni precedenti, tuttora partecipano ancora in misura minore alla gestione degli aspetti più minuti e routinari del quotidiano.
